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Monitoraggio continuo degli idrocarburi aromatici

Monitoraggio continuo degli idrocarburi aromatici
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Un successo dietro l’altro per il nostro SPECTRA

Risale a poco più di un anno fa la validazione scientifica del metodo di misura della soluzione SPECTRA con la pubblicazione dell’articolo scientifico “Odorant Monitoring in Natural Gas Pipelines Using Ultraviolet–Visible Spectroscopy” (qui) sulla rivista scientifica con peer-review Applied Spectroscopy.

In quell’occasione, AUTOMA insieme ad esperti di diversi enti di ricerca (Università di Camerino, Università Politecnica delle Marche e CNR-ICCOM), aveva presentato la soluzione SPECTRA come alternativa alla gascromatografia, tradizionalmente utilizzata per la misura dell’odorizzante nel gas naturale, dimostrando l’efficienza e la precisione della misura realizzata tramite spettroscopia di assorbimento UV-Visibile. Puoi leggere l’articolo completo qui.

A distanza di pochi mesi, l’affidabilità dello SPECTRA è stata riconfermata tramite la validazione ufficiale del sistema e del metodo di misura ottenuta a seguita di una prova interlaboratorio organizzata da Unichim, ente federato all’UNI e accreditato presso Accredia per l’esecuzione di prove riconosciute da protocolli operativi adeguati (Proficiency Testing – PT).

SPECTRA protagonista su Sensors

Pochi giorni fa è stato invece pubblicato l’articolo “Automatic Optical Measurement and Control of Benzene and Benzenoids in Natural Gas Pipelines” sulla rivista Sensors del gruppo MDPI, rivista internazionale peer-reviewed sulla scienza e la tecnologia dei sensori.

Nell’articolo, che nasce dalla collaborazione tra AUTOMA, l’Università di Camerino e l’Università Politecnica delle Marche, si dimostra che il metodo e la strumentazione alla base dello SPECTRA per la misura degli odorizzanti possono essere utilizzati anche per misurare simultaneamente gli idrocarburi aromatici, composti cancerogeni la cui rilevazione è tipicamente confinata all’interno dei laboratori e richiede strumentazione e personale specializzati.

SPECTRA per il monitoraggio continuo degli idrocarburi aromatici

La composizione del gas naturale è piuttosto variabile e, a parte la presenza maggioritaria di idrocarburi leggeri (primo tra tutti il metano), possono essere presenti molti componenti indesiderati. Tra i componenti minoritari del gas naturale sono presenti anche benzene, toluene e xilene (idrocarburi aromatici indicati con la sigla BTX). Queste sostanze, ed in modo particolare il benzene, sono tristemente note per la loro tossicità e per le loro proprietà cancerogene.

Tale caratteristica rende assolutamente indispensabile provvedere al monitoraggio continuo e selettivo degli idrocarburi aromatici per garantire la sicurezza degli utenti finali e degli operatori che intervengono direttamente sulle linee di distribuzione.

La rilevazione di tali sostanze è stata storicamente affidata a:

  • sensori elettrochimici, che presentano tipicamente problemi di misura in presenza di sostanze interferenti;
  • analisi di laboratorio, generalmente costose e incapaci di monitorare la concentrazione di BTX in tempo reale e con frequenza adeguata.

In generale, sul mercato mancano soluzioni di monitoraggio remoto in grado di misurare selettivamente i BTX direttamente in-situ, tipo lo SPECTRA.

La prova sperimentale

Il sistema SPECTRA è stato testato per la misura dei BTX in una bombola di gas standard (benzene + azoto), confrontandone le misure con quelle ottenute da laboratori indipendenti. I risultati hanno mostrato senza ombra di dubbio una maggior precisione nella misura svolta dallo SPECTRA.

Nello specifico, l’errore riportato dai due laboratori indipendenti ha presentato uno scostamento compreso tra il –7,98% e il –10%. Per la misura dello stesso campione, AUTOMA ha presentato due sistemi SPECTRA che hanno riportato un errore relativo dello 0,31% e dell’1,90% rispettivamente.

In conclusione, quindi, considerando che l’errore universalmente accettabile è del 5%, è evidente e definitivo che la soluzione SPECTRA si basa su un metodo di misura scientificamente rigoroso.

Puoi leggere l’articolo completo pubblicato sulla rivista Sensors qui.